Nel vino cambia la leadership: più donne ai vertici, imprese più solide e strutturate

Lara Loreti, Francesca Poggio, Giovanna Prandini e Karoline Walch
Una ricerca presentata a Vinitaly 2026 da MIB Trieste School of Management e Associazione Nazionale Le Donne del Vino evidenzia il legame tra leadership femminile e maggiore solidità organizzativa nelle aziende vitivinicole. Governance più evoluta, visione di lungo periodo e attenzione alle persone tra i principali risultati emersi.

Nel settore vitivinicolo italiano cresce il peso della leadership femminile e, con essa, la capacità delle imprese di evolvere sotto il profilo organizzativo e strategico.

È quanto emerge dallo studio “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole”, realizzato da MIB Trieste School of Management in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, presentato a Vinitaly 2026.

L’indagine si basa sulle risposte di 152 imprenditrici e manager associate e propone una lettura chiara: la presenza femminile nei ruoli decisionali non rappresenta soltanto un tema di equilibrio di genere, ma un fattore concreto di competitività e modernizzazione aziendale.

Governance più evoluta e processi decisionali più solidi

Uno degli elementi centrali emersi riguarda la struttura organizzativa delle imprese.

Nelle aziende dove la leadership femminile è più presente si rilevano con maggiore frequenza:

  • ruoli e responsabilità ben definiti
  • sistemi di delega più chiari
  • maggiore pianificazione strategica
  • attenzione ai passaggi generazionali
  • processi decisionali più condivisi

Non cambia soltanto chi guida l’impresa, ma il modo in cui vengono prese le decisioni: con maggiore metodo, visione e capacità di coordinamento.

Superato il modello del leader accentratore

Secondo la ricerca, il tradizionale modello dell’imprenditore carismatico e accentratore mostra oggi limiti evidenti rispetto alla complessità del mercato contemporaneo.

Globalizzazione, pressione competitiva, sostenibilità, gestione delle risorse umane e necessità di pianificazione richiedono modelli manageriali differenti: più strutturati, collaborativi e orientati al lungo periodo.

In questo scenario, la leadership femminile si inserisce come espressione coerente di un nuovo paradigma organizzativo.

Il lungo periodo torna centrale nelle strategie del vino

Lo studio evidenzia una forte convergenza delle imprese guidate da donne verso strategie di prospettiva.

Tra i principali dati rilevati:

  • oltre il 75% indica la sostenibilità come priorità
  • circa il 70% considera il territorio un asset strategico
  • oltre l’80% adotta una visione di lungo periodo

Il vino viene interpretato non solo come prodotto, ma come sistema integrato di identità, relazioni e valore economico.

Capitale umano e retention tra i vantaggi competitivi

Un altro aspetto rilevante riguarda la gestione delle persone.

Le aziende a guida femminile mostrano una maggiore attenzione verso:

  • retention dei talenti
  • formazione continua
  • clima aziendale
  • crescita professionale interna

Secondo la ricerca, la competitività futura del comparto passerà sempre più dalla capacità di attrarre, motivare e trattenere competenze qualificate.

Le criticità ancora aperte

Il quadro resta comunque articolato. Persistono resistenze culturali e l’accesso ai ruoli apicali non appare ancora pienamente equilibrato.

In particolare, il sistema cooperativo evidenzia un ritardo nella presenza femminile ai vertici delle grandi strutture, tema indicato come strategico per il futuro del settore.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Per Francesca Poggio, vicepresidente vicaria dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, la ricerca dimostra come la leadership femminile sia un tema di efficacia prima ancora che di rappresentanza, capace di tenere insieme visione, persone e territorio.

Pierpaolo Penco, responsabile della formazione in Wine Business di MIB Trieste School of Management, sottolinea invece che il punto critico del vino italiano non è il prodotto, ma la struttura delle imprese, chiamate oggi a evolvere verso modelli più moderni e capaci di pianificare.

Non solo numeri: cambia il modello d’impresa

Il messaggio conclusivo dello studio è netto: non si tratta semplicemente di aumentare la presenza femminile nei ruoli di comando.

Il vero tema riguarda il modello di impresa che sta emergendo nel vino italiano: organizzazioni più solide, orientate al futuro, attente alle persone e capaci di integrare business e territorio in una visione unitaria.

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