Dieci modi per far parlare di sé: quando il marketing è stravagante

Ormai comunicare è d’obbligo. C’è chi sceglie di farlo... strano. Parliamo di azioni di marketing eccentriche: rischiose, coraggiose, ma che possono avere un impatto travolgente. Le possibilità sono tantissime, ma la domanda è una: ve la sentite di rischiare? Ecco cosa hanno fatto alcuni vostri colleghi in giro per il mondo:

Cortesia premiata: meglio ringrazi, meno paghi. Un ristoratore di Nizza ha scelto di applicare davvero quel che per scherzo si legge in molti bar italiani: prezzi diversi per il caffè in terrazza a seconda della “cortesia” del cliente: 7 euro per chi vuole “un caffè”; 4,25 euro per chi chiede “un caffè, per piacere”, mentre con un “buongiorno, un caffè per piacere” si scende a 1,4 euro. È bastata una proposta scarabocchiata su una lavagna per far conoscere il ristorante a milioni di utenti.

Cercami, mi troverai solo se lo vorrai davvero. Ristoranti nascosti: nessuna pubblicità, nessuna insegna, linea privata per le prenotazioni, ingresso anonimo e nascosto: funziona tutto solo con il passaparola. A New York ne sono sorti diversi e riscuotono un gran successo. L’idea è creare un luogo di cui si sente parlare, dove ha cenato un amico di un amico; andarci diventa uno status per il solo fatto di riuscire a trovarlo.

Consegna volante. Come può un ristorante al primo piano ottenere visibilità? Il titolare di un locale australiano ha trovato un modo: il cliente ordina i suoi sandwich e paga on line con Paypal; quand’è il suo turno si posiziona nel punto indicato con una X sul marciapiede sotto al ristorante e... il panino gli arriva al volo con un paracadute.

Ti premio se non usi lo smartphone. A Gerusalemme un ristoratore ha scelto di premiare tutti coloro che rinunciano al cellulare con il 50% di sconto. Visto il successo,  sta studiando altre iniziative telefono-free.

Anche in Italia ci sono ristoranti diventati noti per azioni di marketing stravagante. Ecco alcune idee:

Sempre pieni: è un’idea di grande effetto per creare interesse e curiosità. Al cliente che chiama sotto data dite di essere pieni (anche se avete ancora tavoli liberi) e provate a spostare la prenotazione in avanti, di almeno una settimana. Così facendo create aspettativa. Se un cliente dovesse arrivare lo stesso e chiedervi il perché dei tavoli liberi, la prenotazione è stata annullata… e gli concedete il posto. Applicandola con coraggio e costanza per almeno un paio di mesi, vi accorgerete come la tecnica funzioni davvero.

Il giorno del “paga quanto credi”. Per un giorno niente menu. Giornata libera: ordini a voce e il cliente paga quel che ritiene giusto. Il cliente decide sia cosa mangiare sia quanto pagare.

Tutto esaurito. “Oggi non abbiamo acquistato nulla perché il mercato non ci ha fornito i prodotti che avremmo voluto”. Una frase a effetto, da usare con parsimonia, accompagnata da un’offerta di preparazioni “povere” realizzate con i prodotti freschissimi acquistati dai contadini locali. Un ritorno all’antico che può stimolare i clienti a condividerlo.

Senza menu. Per una giornata eliminate del tutto il menu e trasformatevi nell’originale oste che racconta i propri piatti del giorno. Da sfruttare nel momento del cambio di stagione e del nuovo menu.

Vino obbligato, ma offerto. Per una sera, niente carta dei vini. Siete voi a scegliere cosa servire (rifornitevi da un piccolo produttore locale sconosciuto): in quel giorno il vino l’avete scelto voi per i clienti, come si fa a casa con amici. E naturalmente è offerto dalla casa.

Servitevi da soli. Una sera di riposo ai camerieri e i clienti si servono da soli: vanno in cucina, ordinano e si ritirano i piatti. Per un giorno vivono lo spirito del ristorante e ne diventano parte integrante

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