Per orientare i collaboratori mettetevi attorno a un tavolo

Essere orientati al cliente dovrebbe essere per tutti un dato di fatto. Pochi però capiscono fino in fondo che l’orientamento al cliente non nasce dal singolo individuo ma da un gruppo coeso con procedure, strategie e una comunicazione interna ed esterna uniformi. Molti ristoratori, malgrado vogliano puntare sulla qualità, sul servizio, sulla relazione con i clienti, si trovano alle prese con le difficoltà quotidiane nel gestire il personale. Neanche la formazione e la motivazione sembrano portare a nulla. E spesso il responsabile si ritrova a svolgere il lavoro di altri per poter portare in tavola qualità e attenzione al cliente.

Ogni ragionamento dovrebbe partire dal cercare di capire cos’ha in testa il cliente. Il quale, prima di arrivare a scegliere un preciso locale, si pone una domanda :«Dove andiamo a cena questa sera?» Le risposte che possono interessare il ristoratore sono tre:
1. Andiamo al ristorante Xy. È lo scenario ideale: il cliente ha un solo nome in testa; ha già scelto.
2. Scegliamo fra A, B o...: si viene scelti fra una rosa di possibilità.
3. Il ristorante non è inserito nelle possibili scelte.
La prima è la scena ideale, quella a cui puntare. La seconda opzione è meglio della terza; per quest’ultima il locale è un emerito sconosciuto. L’orientamento al cliente è un’attitudine, che non dipende dal settore in cui opera l’azienda e nemmeno dalle dimensioni della stessa. Molto può un buon leader, ma molto di più può fare un gruppo coeso se ben guidato. Per orientarsi verso la soddisfazione del cliente e orientare i propri collaboratori, il ristoratore deve avere le idee chiare e deve condividerle formando e motivando i propri collaboratori.

Sull’efficacia e importanza delle riunioni di lavoro si è detto molto. Non mancano le teorie (e le opinioni largamente condivise) che mettono in evidenza gli aspetti negativi dei meeting, bollando il tempo impiegato per svolgere una riunione come “sprecato” .
Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’University of Alabama (Usa), invece, ha focalizzato l’attenzione sulle caratteristiche che una riunione di lavoro deve possedere per essere realmente efficace. Il segreto risiede sia nell’organizzazione del meeting sia nella comunicazione tra i membri del team coinvolto nella riunione.

Le riunioni, per essere produttive, costruttive e impegnative, richiedono un chiaro obiettivo, un dialogo aperto, un segretario che riporta le decisioni in modo corretto, un moderatore e un leader competente nella comunicazione. Tutto ciò assicurerà che ogni riunione si svolga senza intoppi e in modo efficace, facendo risparmiare tempo e denaro. Quando gli incontri sono ben organizzati e costruttivi il team ne esce più forte e il lavoro meglio organizzato.

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