Cenerè, quando lo stile è vulcanico

Ceneré a Milano accoglie con le mani in pasta. In senso letterale, dato che subito all’ingresso del nuovo locale milanese è collocata la zona dei lievitati con il grande forno a legna di forma cilindrica, rivestito con uno speciale impasto murale a base di sabbia e cenere proveniente dalle pendici dell’Etna. L’elemento fuoco insito nella natura del vulcano siciliano è reiterato nella collocazione sequenziale della grande cucina a vista e nella proposta ambientale con le sfumature della cenere e i riflessi dorati dei lapilli accesi. Nonché nel nome stesso del locale.

L’atmosfera unica del paesaggio vulcanico domina, con toni pacati e quasi uniformi, l’interior design contemporaneo. L’architetto Giuseppe Tortato e Mabho – interiors & project development hanno interpretato, come richiesto dai committenti Carlo Napoli e Carmen Di Mauro, la natura possente e al contempo generosa di questa parte di Sicilia Orientale, senza alcun indugio barocco o folkloristico. Come la parte culinaria, anche il progetto è stato sviluppato in ogni dettaglio (materiali, finiture, colori ed esecuzione) per valorizzare l’esperienza sensoriale.

Da qui la scelta di utilizzare esclusivamente materiali ed elementi naturali: rovere grezzo per il parquet a doghe posate in diagonale a bande orizzontali, intonaci con mescola di sabbia, cenere e silicio, pelle color testa di moro per le panche imbottite, sughero tostato alle pareti, ferro e pietra per i tavoli, cuoio per gli accessori, finiture metalliche per molta parte degli arredi, fra cui spiccano le sedute di design danese CH24 Wishbone Chair in legno di rovere e corda naturale di Carl Hansen&Son. In totale 100 posti a sedere distribuiti fra la zona antistante la cucina e la sala, con fondale pentagonale e nicchia laterale semicircolare.

La zona cucina è caratterizzata dalle vetrate con vela in legno a effetto metallico, dall’isola centrale sovrastata dalla grande cappa in acciaio e dal forno a brace X-Oven con l’innovativo sistema a cassetti griglia estraibili lateralmente. La sequenza di diverse zone, fra cui la nicchia rivestita in sughero tostato per la zona beverage e l’area caffetteria con libreria e tavoli intervallati da eleganti sedute di design, non interrompe l’unitarietà dello spazio, avvolto dalla luce delle suggestive installazioni in foglia d’oro del soffitto (Gold Moon su progetto dell’architetto Tortato).

L’effetto pacato che pervade l’atmosfera del locale è amplificato dalle luci radenti puntate sul trattamento a velluto delle pareti e sulle stampe con tecnica Gum Print (stampa alla gomma) di Daniela Lorenzi di A14. La generale cura dei dettagli basata su linee essenziali e accorgimenti artigianali, include anche il set up della tavola: tovagliette all’americana, menu e accessori sono tutti realizzati appositamente con materiali raffinati.

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