Apprendistato, è il momento di proposte concrete. Nasce un progetto Apci

Si è tenuto a novembre il convegno nazionale dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Apci, una due giorni di incontri, dibattiti e confronti fra gli oltre 200 professionisti iscritti all’associazione che hanno partecipato all’evento. Un momento importante dei lavori è stata la tavola rotonda che ha riguardato un tema “caldo” per la categoria: l’apprendistato e l’approccio delle giovani leve di sala e di cucina al mondo del lavoro. Il tutto per dare una risposta concreta alla richiesta degli imprenditori della ristorazione e alle necessità dei giovani che si avvicinano alla professione.

Va detto che alcuni passi importanti sono stati fatti, con la valorizzazione dell’alternanza scuola/lavoro, resa ormai obbligatoria.

In questo senso i dati sono interessanti. Nell’anno scolastico 2015/2016 hanno partecipato all’alternanza scuola/lavoro 652.641 ragazzi, con un incremento del 139%. Le scuole che hanno fatto alternanza sono passate dal 54% al 96%. E le strutture ospitanti sono state 149.795 (+41%).

La tavola rotonda organizzata da Apci ha visto anche la presenza di Aldo Mario Cursano, Presidente vicario di FIPE, Gianna Martinengo, Fondatrice dell’Associazione Donne e Tecnologie e membro CdA della Fondazione FieraMilano, Claudio Sadler, Presidente de Le Soste, Ernesto Iaccarino, Presidente Europeo dei JRE, Paolo Sacchetti, Vice Presidente di AMPI - Accademia Maestri Pasticceri Italiani e Valerio Vignoli, Dirigente Scolastico in rappresentanza di Re.Na.I.A:  Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri.

Sottolinea Roberto Carcangiu, presidente Apci: «L’apprendistato e tutte le forme di lavoro offerte ai giovani devono essere una reale opportunità di crescita per i ragazzi e devono essere un contributo per i ristoratori. I ragazzi non devono essere “usati”, ma dobbiamo trasferire loro un’esperienza perché possano crescere e diventare un valido aiuto. In questo modo si può anche creare un circolo virtuoso tra chi insegna e chi apprende, un trasferimento di esperienze, perché spesso sono i giovani ad avere qualcosa da insegnare agli adulti. Alla scuola viene richiesta la capacità di offrire un futuro, di intravedere nuove opportunità di crescita professionale, di immaginare nuovi percorsi».

Praticamente da tutti gli interventi emerge una richiesta concreta, partendo dal presupposto che al settore della ristorazione ha costantemente bisogno di nuove leve, in sala e in cucina: serve creare percorsi che favoriscano l’inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro e che aiutino la scuola professionale a essere realmente una guida per insegnare loro un mestiere.

Dice ad esempio Claudio Sadler, bistellato dell’omonimo ristorante milanese: «Con voucher, stage o apprendistato abbiamo degli strumenti che ci consentono di avere un sollievo nel nostro lavoro e ai ragazzi di imparare. Quando trovano un posto nei nostri locali e si affinano secondo i nostri principi ed esigenze, abbiamo tutto l’interesse a consolidarli e confermarli nelle nostre strutture. Ma spesso gli studenti sottovalutano la cultura indispensabile a questi giovani: devono conoscere una lingua, i prodotti, saper fare un bilancio e spesso le scuole alberghiere non danno strumenti sufficienti. Inoltre sono convinto che si dovrebbero instaurare rapporti più lunghi nell’alternanza scuola-lavoro, magari prendendo esempio dai paesi stranieri: in Svizzera e Germania, ad esempio, possono durare anche 6 mesi». Il problema vero, naturalmente, sono i finanziamenti alle scuole pubbliche, mai sufficienti. Anche se vi sono centri di eccellenza (come ad esempio l’Ipssar Saffi di Firenze, che al suo interno ha aperto un ristorante accessibile anche al pubblico, proprio per dare concretezza al percorso di studio dei giovani).

In tutto questo, Apci si è data un obiettivo, come ha spiegato Sonia Re, direttore generale Apci: bisogna lavorare sul miglioramento della relazione tra gli Istituti alberghieri e la ristorazione, per individuare modalità di collaborazione e prospettive di formazione per gli chef del futuro.

Come? Varando il progetto “Obiettivo Apprendistato” prevede un percorso tangibile, reso possibile anche grazie al supporto di alcune tra le principali aziende del settore Food Service. Sono stati coinvolti 100 istituti alberghieri italiani, selezionati sul territorio come quelli maggiormente attivi, propositivi e operativi. Ognuno di loro sceglierà tra gli studenti del quarto e quinto anno i 3 studenti migliori per un totale di 300 ragazzi. Superata una prima valutazione da parte dei partner coinvolti, parteciperanno a un primo casting durante la manifestazione fieristica BIT, dal 2 al 4 aprile 2017 a Milano. I piu meritevoli verranno scelti da una giuria di esperti e stampa per partecipare al secondo casting, dal 20 al 24 ottobre 2017 durante la manifestazione HOST, il Salone Internazionale dell’Ospitalità professionale. Qui chef stellati, Ristoratori, Chef Pasticceri, Responsabili delle principali catene alberghiere, referenti di blasonati gruppi di acquisto e delle principali aziende di produzione Ho.Re.Ca., potranno scegliere i candidati ideali per effettuare uno stage/apprendistato presso le loro strutture.

 

 

 

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