Piemonte primo all’Italian Cheese Awards 2018. Tutti i vincitori

Cheese Awards

Si è conclusa con successo al Fico di Bologna, davanti a un pubblico di 700 persone, la quarta edizione di “Italian Cheese Awards” che ha visto concorrere 31 eccellenze della produzione casearia tricolore realizzate con latte 100% italiano. Il premio è stato organizzato da Guru del Gusto con la collaborazione di Alberto Marcomini.

A salire sul podio più alto è stata la regione Piemonte che si è aggiudicata due premi per la categoria “Stagionato” ed “Erborinato”. Tra gli “special awards” anche quello al “Formaggio dell’anno” attribuito allo Stracchino all’Antica dell’orobica Latteria Sociale di Branzi.

Guru del Gusto ha inoltre attribuito 6 Premi speciali per il “Premio al miglior derivato del latte” andato alla Ricotta di latte vaccino dell’Az. Agr. Sante Rugo del Friuli Venezia Giulia, “Premio al miglior formaggio di montagna” conferito a “Toma Bettelmatt” stagionato da Luigi Guffanti 1876 (Piemonte), “Formaggio dell’anno” allo Stracchino all’Antica della Latteria di Branzi (Lombardia), “Premio alla carriera” ad Antonio Madaio di Casa Madaio (Campania). Premio “Donne del latte” per Ida Barbero – titolare della gastronomia Barbero di Torino  e “Cheese Bar dell’anno” per il veronese I Caprini – Botega & Cusina   di San Giovanni Lupatoto (Veneto).
Riconoscimento particolare, ma senza attribuzione di statuetta, anche al “Miglior formaggio per la Birra” dato a Castelmagno stagionato d’alpeggio dell’Azienda La Meiro (Piemonte) .

Decretati anche i vincitori per ognuna delle 10 categorie in cui si è articolato il Contest: “Freschissimo”, “Fresco”, “Pasta molle”, “Pasta filata”, “Pasta filata stagionata”, “Semistagionato”; “Stagionato”, “Stagionato oltre i 24 mesi”, “Erborinato” e “Aromatizzato”.

Spiega Luca Olivan, responsabile della direzione artistica, gestione eventi e rapporti con gli sponsor di Guru del Gusto“:«Chiudiamo questa quarta edizione con grandi aspettative per i prossimi anni. L’Award si è confermato un appuntamento di valore per tutto il comparto caseario italiano che ha aderito con entusiasmo –  – contribuendo a conferire all’iniziativa ulteriore credibilità anche a livello internazionale”. Credibilità tangibile a partire dalla serietà delle modalità di selezione dei prodotti. “Il percorso che ha portato ai vincitori finali si è articolato in 3 momenti: da Gennaio a Marzo un primo screening è stato effettuato dallo staff di Guru del Gusto, ad Aprile nel corso della kermesse “Formaggio in Villa” una giuria tecnica con il contributo del voto del pubblico ha proceduto ad una seconda selezione con la nomination dei “best 3” per ogni categoria e il 13 ottobre una terza commissione di specialisti, dopo una fase di assaggio seguito dall’espressione del voto segreta, ha definito i numeri uno».

La chiusura di Italian Cheese Awards 2018 è stata siglata da una degustazione collettiva ad alto tasso di latte, caglio e sale aperta al pubblico. “Tutti i 31 formaggi finalisti sono stati infatti offerti ai presenti che hanno così potuto assaggiare alcuni dei migliori prodotti della nostra tradizione casearia. Tradizione che – conclude Olivan – questo Premio si propone non solo di valorizzare, incentivando la curiosità alla conoscenza e guidando nell’approccio corretto all’assaggio, ma anche di tutelare”.

 

I vincitori per categoria

1 – Freschissimo: Az. Annutolo, La Tenuta Bianca, Campania
2 – Fresco: Az. Agr. Monte Caprino Nobile, Lazio
3 – Pasta Molle: Az. Arunda, Englhorn,Alto Addige
4 – Pasta Filata: Burrata Artigiana, Puglia
5 – Pasta Filata Stagionat: Posticchia Sabelli, Caciocavallo Silano piccante, Basilicata
6 – Semistagionato: Antani, De Magi, Toscana
7 – Stagionato: Castelmagno DOP, La Meiro Terre di Castelmagno, Piemonte
8 – Stagionato oltre 24 mesi: Parmigiano Reggiano 36 mesi, Gennari, Emilia Romagna
9 – Aromatizzato: Capra ubriaco al Traminer, Latteria Perenzin, Veneto
10 – Erborinato: Gorgonzola DOP Dolce, Luigi Guffanti 1876, Piemonte
Premi Speciali
“Premio al miglior derivato del latte”: Ricotta di latte vaccino –   Az. Agr. Sante Rugo (Friuli Venezia Giulia). Motivazione: Sante Rugo, nella sua alta Carnia, ogni giorno produce una ricotta di latte vaccino di rara bontà che si riassume in cremosità e dolcezza uniche, una ricotta con la erre maiuscola.

“Premio al miglior formaggio di montagna”: Toma Bettelmatt stagionato da Luigi Guffanti 1876 (Piemonte). Motivazione: L’azienda Guffanti è conosciuta in tutto il mondo per la grande proposta di formaggi Italiani legati alle valli che circondano il lago Maggiore.

“Formaggio dell’anno”: Stracchino all’Antica della Latteria di Branzi (Lombardia). Motivazione: La latteria Branzi, in Val Brembana, produce da sempre formaggi tipici delle Alpi Orobiche, Francesco Maroni, direttore della latteria, ripropone un formaggio d’altri tempi, lo stracchino all’antica, dichiarato formaggio dell’anno 2018.

“Premio alla carriera”: Antonio Madaio di Casa Madaio (Campania). Motivazione: Da quattro generazioni la famiglia Madaio produce e stagiona formaggi di grandissima qualità, strettamente legati alla millenaria tradizione casearia del Parco Nazionale del Cilento. Antonio Madaio non solo ha dedicato tutta la sua vita al mondo del latte, con puntuale professionalità, ma ha anche saputo imporsi oltre confine ottenendo grandi successi e riconoscimenti.

Premio “Donne del latte”: Ida Barbero, Titolare della gastronomia Barbero di Torino (Piemonte. Motivazione: Attenta conoscitrice del mondo caseario, da anni ricerca instancabilmente il meglio dei formaggi prodotti in Italia, con un occhio di riguardo alle tante casare che ogni giorno realizzano capolavori unici, proponendoli, con l’aiuto del marito Aurelio e della figlia Claudia, ad una clientela esigente ed appassionata..

“Cheese Bar dell’anno”: I Caprini – Botega & Cusina di San Giovanni Lupatoto (Verona – Veneto). Motivazione: Franco Caprini, un precursore degli attuali Cheese Bar, il primo ad organizzare importanti Catering a base di formaggio. Oggi nel suo Cheese Bar a San Giovanni Lupatoto a due passi da Verona, si possono degustare infiniti piatti dove il formaggio è il principale protagonista.

Riconoscimento speciale al “Miglior formaggio per la Birra”: Castelmagno stagionato d’alpeggio dell’Azienda La Meiro (Piemonte). Motivazione: Teo Musso il primo apripista di tutti i mastri birrai italiani, nei primi anni della sua professione, trovò il giusto abbinamento con la sua prima birra con un formaggio legato al suo territorio, il formaggio Castelmagno stagionato d’alpeggio dell’azienda La Meiro, ancor oggi un abbinamento perfetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome