
Alla finale europea del Bocuse d’Or 2026, andata in scena a Marsiglia, l’Italia centra uno storico terzo posto, salendo per la prima volta sul podio della competizione continentale considerata da sempre le “Olimpiadi della cucina”.
Un risultato che segna un cambio di passo per la squadra azzurra, protagonista negli ultimi anni di una crescita costante ma finora mai tradotta in un piazzamento così alto.
Un risultato che cambia la prospettiva
Il team italiano, guidato dal candidato Matteo Terranova e sostenuto da un lavoro di squadra strutturato dall’Accademia italiana, con Enrico Crippa quale coach e mentore della squadra italiana, ha convinto la giuria con una prova che ha coniugato tecnica, identità gastronomica e capacità narrativa del piatto.
Il terzo posto ottenuto a Marsiglia rappresenta il miglior risultato di sempre per l’Italia nella fase europea del concorso, un traguardo che arriva dopo anni di piazzamenti nella top ten ma lontani dal podio.
Negli anni più recenti, infatti, l’Italia aveva chiuso settima alle selezioni europee del 2024 e nona alla finale mondiale del 2025, confermando sì una presenza stabile tra i migliori, ma senza riuscire a competere con i Paesi storicamente dominanti del Nord Europa e la Francia.
La svolta del sistema Italia
Il risultato del 2026 è anche il frutto di un percorso organizzativo più strutturato. Il lavoro dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, insieme alla Federazione Italiana Cuochi, ha puntato negli ultimi anni su allenamenti intensivi, selezione dei talenti e costruzione di una vera “nazionale” della cucina.
Un modello che guarda esplicitamente ai sistemi nordici, da tempo riferimento nella competizione, ma che introduce una cifra stilistica italiana più riconoscibile: centralità del prodotto, equilibrio gustativo e leggibilità del piatto.
Verso la finale mondiale
Il podio europeo consente all’Italia di accedere con rinnovate ambizioni alla finale mondiale di Lione 2027, dove si confronterà con le migliori squadre globali.
Se fino a pochi anni fa l’obiettivo era entrare tra i primi dieci, oggi lo scenario cambia: il terzo posto di Marsiglia ridefinisce le aspettative e legittima l’Italia come possibile outsider nella corsa al titolo.
Per la cucina italiana, più abituata a primeggiare nella ristorazione diffusa che nelle competizioni tecniche, è un segnale chiaro: il divario con le grandi scuole internazionali si sta riducendo. E, per la prima volta, il podio non è più un’eccezione immaginata, ma un risultato concreto.
Foto tratte da https://www.facebook.com/bocusedoritalyacademy



