Torna Fuoco, la serata a tutta brace ideata da Errico Recanati

La brace incontra l’alta cucina: torna Fuoco, l’appuntamento nel giardino del ristorante Andreina che il 13 settembre porta a Loreto chef da tutta Italia

Brace, fiamme, fumo, cenere: non solo un metodo di cottura, ma un vero e proprio ingrediente, sempre più presente nella cucina degli chef italiani. Ne è un esempio la proposta di Errico Recanati, che nel suo ristorante Andreina di Loreto (An) ha dato una veste contemporanea alla cucina marchigiana costruita attorno alla brace dalla nonna Andreina, fin dal 1959. Lo step successivo è stato aprire il giardino agli eventi e in particolare dar vita, da ormai tredici edizioni, alla manifestazione Fuoco, che torna il 13 settembre coinvolgendo oltre 50 protagonisti dell’enogastronomia italiana. Chef, giovani talenti, produttori, vignaioli e artigiani del gusto saranno chiamati a interpretare, ciascuno con la propria sensibilità, il vero protagonista della serata: il Fuoco, declinato tra tradizione, alta cucina, ricerca e sperimentazione.
Tra i protagonisti confermati gli chef Riccardo D’Agostino (sous chef a La Pergola a Roma), Marco Visciola (Il Marin a Genova), Cristiano Tomei (L’Imbuto a Lucca), Andrea Leali (Casa Leali a Puegnago sul Garda), Riccardo Agostini (Il Piastrino a Pennabilli), Nino Rossi (Qafiz a Santa Cristina d'Aspromonte), Andrea Bertini (Casa Bertini a Recanati), Gianpaolo Raschi (Ristorante Guido a Rimini).
Una grande festa attorno al fuoco ideata dallo chef Errico Recanati insieme a Francesco Quercetti, figura di riferimento regionale del mondo Slow Wine, per far incontrare vino e cucina. Accanto a loro, una nuova generazione di cuochi e interpreti della gastronomia contemporanea, tra cui Alessandro Rapisarda (Casa Rapisarda a Numana), Daniele Di Russo (Osteria del Mare a Pescara), Michele Piazzalunga (Castello di Reschio a Lisciano Niccone), Francesco Pompetti (Impastatori Pompetti a Roseto degli Abruzzi) e Simone Marconi (Attico sul Mare a Grottammare).
Nato nel 2013 come una festa informale tra amici e colleghi, da un'idea dello stesso chef Errico Recanati, insieme a Francesco Quercetti, figura di riferimento regionale del mondo Slow Wine, Fuoco è cresciuto negli anni fino a diventare un appuntamento di riferimento per la cultura gastronomica italiana, mantenendo però intatto il suo spirito originario: ritrovarsi attorno al fuoco, condividere, celebrare una stagione di lavoro e brindare insieme. E, a proposito di brindisi, l'edizione 2026 introduce anche una novità: l’Oyster & Champagne Bar, un’area lounge dedicata all’incontro tra mare e fuoco, un nuovo spazio che amplia il percorso gastronomico e aggiunge un’ulteriore dimensione all’esperienza.

Errico Recanati, chef e patron di Andreina, alle prese con la brace nel giardino del ristorante di Loreto

«La manifestazione Fuoco nasce proprio da questo desiderio: alla fine di una stagione intensa, quando siamo tutti stanchi dopo mesi di lavoro, sentiamo il bisogno di fermarci e ritrovarci. Di celebrare insieme quello che è stato, prima di ripartire. Attorno al fuoco si incontrano persone che si conoscono, si stimano, si rispettano e, spesso, si vogliono bene. Chef, produttori, amici: persone che condividono una stessa passione e il piacere di stare insieme», commenta Recanati.

Ma il fuoco è anche un ingrediente, una tecnica, che racconta la storia di un territorio, come nel caso della cucina di Andreina, nata attorno alla brace per valorizzare la selvaggina. «Il fuoco è una cosa seria: richiede rispetto, tecnica e ascolto. Ma ha anche una forza straordinaria, quella di far sentire le persone vicine», racconta chef Errico Recanati. Un linguaggio comune attraverso cui mettere in dialogo cucine profondamente diverse: dalla tradizione alla ricerca contemporanea, dalla materia prima locale alla sperimentazione gastronomica.

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