La cialda, gli chef e i nuovi stili di Bussy

Bussy è una azienda alimentare dolciaria a carattere familiare che vanta una lunga expertise: fondata nel ’67 da Luigi Vandone, è specializzata, oggi come allora, nella produzione di cialde per gelato e pasticceria. Dalla produzione esce un portfolio di oltre 160 referenze, tutte realizzate nell’azienda di Rho (Mi), che attualmente dà lavoro a 30 addetti e da 5 anni registra un fatturato costantemente a segno positivo, frutto di investimenti lungimiranti sia in ricerca e sviluppo sia in comunicazione e marketing, non ultimo la collaborazione con la chef stellata Viviana Varese.

Bussy si dimostra all’avanguardia fin dagli esordi, portando sul mercato un formato del tutto nuovo, il cannolo in cialda: per gli anni ‘60 era una piccola rivoluzione.
La qualità e l’innovazione, dunque, sono da sempre concetti fondanti per l’azienda, portati avanti anche oggi dalla titolare e figlia di Luigi, Vittoria Vandone, che sottolinea: «Le nostre cialde sono prodotti dall’etichetta breve e “pulita”, in sostanza sono composte per il 95% da zucchero (circa il 30%) e farina, poca lecitina e uovo, e totalmente prive di olio di palma e Ogm. Nella cialda l’elemento più importante dal punto di vista gustativo è la croccantezza, che si mantiene a lungo, ad esempio a contatto con il gelato: una caratteristica di pregio di tutti i nostri prodotti. Che tengono in considerazione anche un fatto: oggi il mercato non vede più la cialda solo come una decorazione basic, ma come un prodotto capace di appagare anche l’occhio; da qui la necessità di differenziare la gamma con forme, colori, decorazioni nuove. Una esigenza che ha portato alla nascita delle nostre cialde colorate, ad esempio con il carbone vegetale, con granelle, coperture e farciture. Così come sono nati, ispirati dalla novità del cioccolato rosa, i cannoli rosa, guarniti con granella alla fragola. O le cialde alla cannella, ispirate ai gusti tipici del strudel austriaco, un mercato che apprezza molto i nostri prodotti».

Anche i formati si sono evoluti e spaziano da quelli mini a “taglie” XXL. «Perché le esigenze sono molto diverse da Paese a Paese - prosegue Vandone -. Nei Paesi arabi ad esempio apprezzano i gelati big size, cialde e cannoli di conseguenza. In Italia invece, che è il nostro principale mercato, assistiamo a una richiesta di cannoli in formato mini, per assecondare la tendenza finger food: sono ideali per i catering o come fine pasto al ristorante, semplici da personalizzare con le più svariate farciture».

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