Un vino per George (Clooney)

Mezze bottiglie, bicchieri, carte enciclopediche o ridotte, cantine a vista o nascoste, Italia vs resto del mondo: sul vino e per il vino è stato scritto di tutto. Intanto che ne discutevamo il nuovo settore emergente è quello delle birre artigianali, mentre si fa strada il vino invecchiato, il “vecchio” vermouth. Ma una grande novità per il settore del vino è emersa dal Ces di Las Vegas, la fiera più importante del mondo per il settore delle nuove tecnologie: il vino si può decantare in capsule come il Nespresso! Il vino è disponibile in singole fiale di vetro da 10 cl, ogni capsula ha un microchip che dialoga con la macchina per spiegargli come farlo decantare e la sua giusta temperatura, la macchina è un oggetto elegante di colore nero dal costo attuale di circa 500 euro, l’operazione dura circa 30 secondi e il sistema si chiama D.Wine.

L’ha inventato, non ci crederete, una start-up francese, e al momento i maggiori fornitori di capsule-vino sono i piccoli produttori indipendenti transalpini. Ogni capsula costerà 1,90 euro, tutto è ordinabile solo via Internet. Una rivoluzione per la casa e il fuori casa. Semplicità e personalizzazione per tutti, il ristoratore accede a un servizio senza dover gestire case vinicole e agenti, la cantina è una scatola, un ripiano, un ripostiglio. Il sommelier è dentro la macchina… anche se bisogna ancora narrare il prodotto al cliente, il focus si sposta, come è ormai abitudine nel nostro mondo, su servizio ed esperienza, rispetto al possesso e all’uso. Forse non prenderà piede nei ristoranti stellati, forse in assoluto tra poco tempo non se ne sentirà più parlare…poco importa perché per un settore tradizionale e agricolo come quello del vino guardare oltre fa solo bene.

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