Aumentare clienti e fatturato: un gioco da ristoratori

Aumentare il fatturato, conquistare nuovi clienti, trovare nuovi sviluppi per la propria attività, di questi tempi, a molti sembrano altrettante fantasie. C’è però chi ci riesce. Massimo Feruzzi è andato a studiare come fanno. Dalle sue scoperte e dalla sua esperienza è nato un libro, “Nuove tecniche di marketing per i ristoratori”, che dal sottotitolo fa capire il perché converrebbe leggerselo (ma, ancora di più, provare ad applicare i numerosi suggerimenti, consigli e idee che contiene). Il sottotitolo, infatti, recita: “Come fidelizzare i clienti e conquistarne di nuovi”. In pratica, l’attività principale a cui un ristoratore dovrebbe quotidianamente dedicarsi. «Saper fare bene da mangiare non basta più - afferma Feruzzi -; la capacità di accogliere i clienti è diventato un elemento imprescindibile».

«Il mondo della ristorazione - continua Feruzzi - dovrebbe lavorare su tre fronti, dove ci sono buoni margini di miglioramento: la relazione con i clienti, l’attività promozionale e l’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione social». A ognuno di questi aspetti sono dedicate svariate pagine di consigli e suggerimenti pratici.
Come prima cosa, Feruzzi dà alcune indicazioni per “Come aumentare il fatturato” (è il titolo di uno dei capitoli iniziali del libro): «La sala è importante tanto quanto la cucina - afferma -. Partiamo dal menu: se anziché limitarsi a porgerlo al cliente glielo si racconta, lo si “vende”, i risultati, sia in termini di fatturato sia di soddisfazione del cliente, si vedono. Per questo occorre passare dalla figura del cameriere muto a quella del cameriere venditore, propositivo e capace di creare una relazione di empatia con i clienti». Un ulteriore compito che la sala può assolvere è quello di diventare “teatro” per la presentazione di prodotti (da vendere) o di attività (eventi, iniziative ecc.).
«Per incrementare il fatturato, un’altra strada seguita con successo da diversi ristoratori è stata quella di ampliare il raggio d’azione della propria attività, inserendo nuovi servizi come il banqueting, il catering ecc.».

Feruzzi invita i ristoratori a “uscire” dalle mura della propria attività. In due modi. Il primo, trasformandosi in clienti curiosi «perché è il modo migliore per capire come migliorare la propria attività». Il secondo, imparando a comunicare di più e meglio. «Utilizzando al meglio le tecniche di marketing non convenzionale - afferma - si possono ottenere grandi risultati in termini di visibilità. E l’aspetto più interessante è che non occorrono grandi budget, ma soprattutto creatività e originalità». Un altro suggerimento di Feruzzi è quello di attivare collaborazioni con altre attività commerciali presenti nelle vicinanze: «Il co-marketing può andare a beneficio di tutti i soggetti coinvolti».

Non poteva mancare, infine, un capitolo dedicato ai social media. Feruzzi non si iscrive al partito di quelli che “bisogna esserci a tutti i costi”. Questo non significa, naturalmente, negarne l’importanza o la potenziale utilità. «Semplicemente - spiega- se si decide di esserci bisogna poi esserci davvero, non fare finta. Il che significa dedicare tempo e attenzione per sviluppare la propria presenza in rete. Occorre una persona dedicata che se ne occupi, dedicando almeno un’ora al giorno». A fare cosa? Un elenco di attività: «Dialogare, condividere, relazionarsi, stimolare, rispondere, controllare le recensioni». Così, per cominciare.

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Chi è Massimo Feruzzi
Amministratore unico di Jfc, è consulente di marketing, programmazione e pianificazione territoriale nel turismo e nella ristorazione. Svolge ricerche e indagini sul mercato turistico e del food&beverage.
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There is one comment

  1. Ciro MOnetta

    Oltre alla revisione ed alla certificazione di bilanci di società che gestiscono attività di ristorazione mi occupo di consulenza ed organizzazione aziendale. Ho letto da poco questo libro che ho trovato estremamente interessante, fatto bene e molto concreto.
    Mi ha dato innumerevoli spunti di riflessione per consigli da fornire a clienti oltre ad un interessante arricchimento personale.
    Certamente lo consiglierò a tutti i gestori di ristoranti – ma ne farò tesoro per dare dei contributi fattivi ai miei collaboratori nello svolgimento dell’attività professionale.
    Ciro Monetta

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