A Vicenza sconti sulle tasse ai ristoratori con il baccalà alla vicentina in menu

stoccafisso vicenza

Anche a Vicenza la proposta di far pagare meno tasse ai ristoratori con un menu e carta dei vini legato per almeno il 50% al territorio. Baccalà alla vicentina, sopressa affettata e servita o usata come ingrediente di piatti tradizionali, broccolo fiolaro e altre specialità locali, potranno ridurre la tassa sui rifiuti e sul canone di locazione. La proposta è attualmente al vaglio del sindaco Francesco Rucco ed ha concrete possibilità di essere accolta dal momento che l’iniziativa è stata già sperimentata a Verona. Qui pastissada, pearà, polenta e renga e altri piatti tipici della cucina tradizionale veronese comportano una riduzione della Tari, importante voce con segno meno nel bilancio di un ristorante, e altri benefici fiscali.

È probabile che anche a Vicenza il riconoscimento dei locali idonei a fregiarsi del titolo di “Ristorante Doc” e a godere dei relativi benefici avverrà, come succede a Verona, dopo uia selezione operata da una commissione formata da rappresentanti di Confcommercio, Coldiretti, Ais, associazioni dei consumatori e chef locali.

L’iniziativa delle due città venete pone necessariamente un dubbio: di tratta di un valido stratagemma per tutelare la cucina tradizionale o di un atto di xenofobia gastronomica? La protezione dell’identità territorio e la custodia delle sua cucina è sempre un atto auspicabile. Si sa che piatti e prodotti tipici sono soggetti a estinzione esattamente come le specie animali e vegetali, giusto quindi approntare dei sistemi di protezione. Ma c’è il pericolo che  quest’azione di tutela celi una lotta ideologica contro il nuovo e il diverso che da sempre hanno arricchito l’identità della cucina italiana. Lo stesso baccalà (in realtà stoccafisso in Veneto), emblema della cucina vicentina,  è un prodotto ex esotico giunto dalle isole della Norvegia. Allo stesso modo sono ex esotici i fagioli, la zucca, il pomodoro, il mais della polenta e i peperoni tutti giunti dalle americhe. Cosa sarebbe la cucina italiana senza questi prodotti?

 

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