Olio: controlli e analisi strategici per qualità, sicurezza e competitività della filiera

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La crescita della domanda di trasparenza, sostenibilità e tracciabilità rende il testing un elemento chiave per il settore oleicolo. Un White Paper di TÜV SÜD evidenzia il ruolo delle analisi chimiche, sensoriali e sul packaging nel garantire qualità, conformità e tutela

Con una produzione mondiale tornata a superare i 3,4 milioni di tonnellate nella campagna 2024/2025, l'olio d'oliva conferma il proprio ruolo centrale nell'agroalimentare. L'Unione Europea concentra circa il 60% della produzione globale, mentre l'Italia mantiene una posizione di rilievo con circa 250 mila tonnellate prodotte, oltre 620 mila aziende olivicole, più di 4.240 frantoi e una filiera che genera un valore di 5,8 miliardi di euro. Il Paese si conferma inoltre secondo esportatore mondiale, con oltre 3 miliardi di euro di esportazioni, grazie soprattutto alla produzione concentrata nel Mezzogiorno, con la Puglia in testa, seguita da Calabria e Sicilia.

In questo contesto, caratterizzato da una crescente attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla tracciabilità, il controllo analitico assume un ruolo sempre più importante. È quanto emerge dal White Paper pubblicato da TÜV SÜD, dedicato alle attività di prova e verifica lungo la filiera dell'olio di oliva.

Controlli lungo tutta la filiera

Secondo il documento, la qualità dell'olio si costruisce attraverso un sistema di verifiche che accompagna il prodotto dalle materie prime fino al confezionamento.

Tra le analisi considerate fondamentali figurano la determinazione delle caratteristiche chimico-fisiche, il profilo degli acidi grassi, il contenuto di polifenoli, la ricerca di contaminanti e le prove di stabilità, utili a valutare la resistenza all'ossidazione e la shelf life del prodotto.

Particolare attenzione viene riservata anche al monitoraggio degli idrocarburi di oli minerali MOSH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbons) e MOAH (Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons), contaminanti che possono compromettere la sicurezza alimentare. Le più recenti metodologie analitiche consentono oggi di rilevarne la presenza fino a limiti di quantificazione pari a 1 mg/kg.

Il Panel Test resta determinante

Accanto alle analisi di laboratorio, continua a essere fondamentale la valutazione sensoriale. La classificazione commerciale degli oli vergini ed extravergini, infatti, dipende anche dal Panel Test, previsto dalla normativa europea.

L'esame condotto da assaggiatori qualificati permette di verificare le caratteristiche organolettiche del prodotto, individuare eventuali difetti e determinare la corretta categoria merceologica, contribuendo a garantire il rispetto degli standard qualitativi richiesti dal mercato.

Nuove verifiche per il packaging sostenibile

Il White Paper dedica ampio spazio anche alle ricadute del nuovo regolamento europeo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), destinato a favorire la riduzione dei rifiuti da imballaggio, l'impiego di materiali riciclati e lo sviluppo di un'economia più circolare.

L'utilizzo crescente di materiali riciclati rende necessarie verifiche specifiche sulla sicurezza del packaging, attraverso test di migrazione, analisi delle sostanze non intenzionalmente aggiunte (NIAS) e controlli per escludere il trasferimento di contaminanti dagli imballaggi agli alimenti.

Analisi contro frodi e contraffazioni

Le attività di testing rappresentano inoltre uno strumento di tutela contro frodi e contraffazioni, fenomeni che interessano in particolare gli oli a maggiore valore aggiunto.

Le verifiche analitiche, affiancate alle disposizioni previste dalla normativa europea, dagli standard del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) e dai disciplinari delle produzioni DOP, IGP e biologiche, consentono di confermare autenticità, origine e conformità del prodotto.

Un investimento per il futuro del comparto

Secondo TÜV SÜD, i controlli non devono essere considerati soltanto un adempimento normativo, ma un investimento capace di generare valore per le imprese. Analisi accurate permettono infatti di migliorare la qualità del prodotto, contenere i rischi, rafforzare la reputazione aziendale e rispondere alle richieste di un mercato sempre più orientato verso trasparenza, sicurezza e sostenibilità.

In un settore dove certificazioni, qualità e valorizzazione dell'origine rappresentano elementi competitivi sempre più rilevanti, il testing si conferma uno degli strumenti fondamentali per sostenere l'evoluzione della filiera oleicola italiana ed europea.

E a gennaio 2027 si tiene Evolio, a Bari

In un settore dove certificazioni, qualità e valorizzazione dell'origine rappresentano elementi competitivi sempre più rilevanti, il testing si conferma uno degli strumenti fondamentali per sostenere l'evoluzione della filiera oleicola italiana ed europea. Il tema sarà al centro del confronto tra produttori, frantoiani, aziende della trasformazione e operatori della filiera anche in occasione di EVOLIO Expo, la manifestazione dedicata all'olio extravergine d'oliva e all'innovazione del comparto, in programma dal 28 al 30 gennaio 2027 a Bari, che offrirà un'occasione di approfondimento sulle sfide legate a qualità, sostenibilità, tracciabilità e sviluppo dei mercati.

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