Carlo e Camilla raddoppia. In Duomo

Carlo Cracco reinterpreta il format consolidato del suo bistrot nello spazio di via Victor Hugo, a Milano, storica sede del ristorante gourmet

Carlo e Camilla in Duomo
Carlo e Camilla in Duomo

Il ritorno alle origini di Carlo Cracco è tutto giocato sui toni scuri di un ristorante metropolitano, anche se all’ingresso c’è un tocco di luce particolare: si viene accolti da una insegna al neon blu che recita Carlo e Camilla in Duomo. Aperto dallo scorso 13 maggio, nasce nei locali che hanno ospitato la cucina dello chef vicentino in via Victor Hugo, prima del trasferimento in Galleria. Con una aggiunta importante: una vetrina in più e un’area bar al piano terra, che rende il locale fruibile dalle 8 a mezzanotte (per colazioni con il caffè Tierra di Lavazza, aperitivi e dopocena) e il bistrot da 60 coperti al piano interrato.

Il concept? Un'evoluzione della Segheria

La nuova avventura mescola il mood informale e conviviale di Carlo e Camilla in Segheria con le esigenze di una clientela più business e un design pulito e più austero. Dall’esperienza da poco conclusa in Garage Italia arriva, invece, lo chef Gabriele Faggionato, classe 1987, già parte dello staff dell’ex ristorante Cracco in questa location. Otto le persone in cucina, inclusa una dedicata ai dolci. Per le torte sopra le venti porzioni ci si affida alla pasticceria in Galleria guidata da Marco Pedron. Lo staff si completa con altre sei persone tra sala e bar. A guidare la truppa c’è Alessandra Veronesi, già wine manager del Principe di Savoia a Milano. A pranzo l’offerta è alla carta o in formula business lunch, menu che prevede una entrée a scelta dello chef, una o due portate, acqua e caffè: salmone, scarola, pesca e peperoncino; maccheroncini, pecorino e zucchine; diaframma di manzo con carote e fagiolini.

A cena compaiono 4 menu dai nomi “semi-seri”: il Milanese imbruttito, con i piatti che uno si aspetta quando viene a Milano come il risotto alla milanese con ossobuco o la cotoletta in cubo con rucola e pomodorini; il Biodiverso, menu vegetariano; l’Influencer, con piatti dall’estetica di grande effetto come risotto al tè nero e albicocche confit alla vaniglia; il Mammone, con proposte confortevoli come pollo arrosto o pasta fresca con polpa di datterini e origano. Dietro il banco bar, Claudio Brignoli, che arriva da esperienze a Londra e alla Terrazza 241 dell’Hilton Lake Como e che ha studiato una cocktail list signature da affiancare ai classici. C’è il Carlo in Duomo (bourbon, vermouth, liquore al chinotto, chartreuse e Angostura bitters) o il Brigitte (vodka, sciroppo al cetriolo, St. Germain, pimento e lime). Tutto home made, con tanto di orto per le spezie accanto al banco.

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