L’approccio agli abbinamenti di Gin Mare, distillato gastronomico per vocazione

Dagli abbinamenti per affinità aromatiche studiati dagli esperti di foodpairing.com agli incontri con chef di grido, Gin Mare vive continuamente di inedite sfide gastronomiche

Gin Mare

Gin Mare è senza dubbio una delle rivelazioni della bar industry internazionale di questi ultimi anni. Partorito nel 2007 in Catalogna dalle fervide menti dei fratelli Mark e Manuel Giró Jr. in collaborazione con Global Premium Brands (oggi Vantguard) si è progressivamente imposto sulla scena internazionale come il “distillato gastronomico” per antonomasia. Sin dagli inizi, si è differenziato dagli altri brand di gin contemporary style, affondando le proprie radici nel Mar Mediterraneo, inteso come culla geografica e culturale del prodotto (distribuito da Compagnia dei Caraibi). Un legame evidenziato dalla componente botanica del gin costituta da un mix in cui spiccano l’oliva Arbequina (dalla Spagna), il basilico (Italia), il timo (Grecia) e il rosmarino (Turchia). Una “miscela” ideale per creare un profilo unico in grado “sposarsi” con il maggior numero possibile di alimenti.

Gin Mare e food pairing

Sì perché tra i quattro pilastri su cui quali poggia il concept di Gin Mare, lifestyle, climate, escape (“fuga” dalla quotidiantà), la gastronomia (mediterranea) occupa un ruolo speciale. A partire, in particolare, dal 2016 quando Gin Mare diventa partner di Foodpairing.com, azienda belga che analizza in modo scientifico la piramide olfattiva dei cibi per identificare i migliori abbinamenti a livello aromatico. Basta collegarsi al blog della piattaforma per scoprire, ad esempio, inedite affinità tra Gin Mare e Parmigiano Reggiano, le cui caratteristiche aromatiche sono studiate dallo chef e co-fondatore della piattaforma Peter Coucquyt. Caratteristiche che ne fanno un eccellente partner sensoriale del distillato. Un sodalizio, quello con Foodpairing.com, che si è concretizzato anche nella consulenza dei suoi chef ai concorrenti di Mediterranean Inspirations, annuale competizione che sancisce il miglior bartender o barlady del mondo secondo Gin Mare.

I progetti

Dallo studio scientifico delle affinità potenziali, Gin Mare si è reso protagonista negli ultimi anni di innumerevoli progetti di food pairing con protagonisti chef di grido a livello internazionale. Con un obiettivo sempre chiaro in mente: allargare continuamente lo spettro dei partner gastronomici. Tra le ultime tappe di questa percorso creativo c’è l’edizione italiana di MedTransfers, tenutasi lo scorso maggio in Puglia, con il distillato a fare coppia con i prodotti mediterranei della regione: dai finger food a base di crudi di pesce creati da Daniel Cavuoto, chef di Hagakure, a puree, pasta e pesce nel menu studiato da Alessandro Sammarco, chef di Masseria Potenti, insieme a Ezio Canetti, brand ambassador di Gin Mare.

Un esempio? L’antipasto “purea di fave, alici marinate, gambero viola e puntarelle di cicoria” si è sposato a un rinfrescante “Red Sea” a base di Gin Mare, sciroppo di vaniglia, Tonica 1724, succo di limone, cubetti di peperone e rametti di timo. Infine, da Al Mèni, kermesse gastronomica inventata da Massimo Bottura ed Enrico Vignoli, Gin Mare ha “invaso” anche il terreno della gelateria con una creazione di Gabriele Vannucci, pastry chef de La Leggenda dei Frati, stellato di Firenze. «L’idea di partenza - racconta Vannucci - concepita con Ezio Canetti era quella di andare a lavorare sulle botaniche destrutturate del distillato. Io l’ho sviluppata e ho costruito una ricetta ad hoc creando un gelato all’olio d’oliva extravergine, utilizzando l’olio Laudemio, e un sorbetto al timo limone con Gin Mare in purezza. Il tutto racchiuso da una panna montata al basilico». Più di ogni cosa, il food pairing sembra essere per il distillato iberico un’inesauribile fonte di ispirazione per rinnovarsi. Una sorta di “elisir” di lunga vita.

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